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giovedì 2 aprile 2015

Come ti lego un Futomomo

Roma 2 Aprile 2015

Martedi ho tenuto una lezione intermedia, per un piccolo gruppo di allievi, argomento il futomomo.
La cosa che mi affascina dell'insegnare è vedere crescere la passione delle persone.
La legatura di per sè non è tecnicamente difficile, ma trasmettere le giuste motivazioni e sopratutto farlo fare in sicurezza è un altra storia.
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Model Ishara

Seduti tutti a terra si inizia sempre dall'anatomia della parte che leghiamo in questo caso la coscia, e mi colpisce vedere che spesso nozioni che io do per scontate, vedi la posizione del muscolo e la sua compressione, non lo sono anche per persone di cultura medioalta.
Poi le corde, la spiegazione dei passaggi, l'invito a capire il perchè una corda passi in un punto invece che in un altro.

Una volta passato l'aspetto tecnico quando iniziano a fare sul serio e a legare ti accorgi della gioia che hanno dentro.
Iniziano a scherzare, a cercare il contatto con la modella, che sia la loro o qualcuna che si presta, anche chi decide di fare "da solo" e si lega una coscia lo fa con passione.

E partono i primi successi, la tensione che tiene, la coscia stretta nel modo giusto, chiusa ma non compressa, e messa in tensione supporta il peso del corpo.

Sono belle le risate, lo scherzo, la modella trascinata per il futomomo fino a sotto il Bambù che finge di prendersela, ma si diverte.
L
'improvvisato "Tavolino Ikea" con i quattro arti chiusi e la schiena dritta in un mobile che vedrei volentieri in catalogo.

L'emulazione, il consiglio tra allievi pensando che non li senta o non li veda.
La coccola di straforo fatta tra le corde.

Siete belli. Ecco forse la cosa che volevo dire era questa, siete belli.
Quando torno dal Corso a Belluno faremo una lezione solo sulle Manette singole, i diversi tipi e come utilizzarle.
Cosi capirete cosa significa quando dicono "Less is More"

Per concludere, assistere ad una autosospensione per il solo futomomo è sempre un valore aggiunto, ovvio fatelo fare solo ai professionisti, ma vedere Lucio che si tira su in inversa per il futomomo solo di addominali è uno spettacolo.


MaestroBD
MBDStudio

lunedì 16 marzo 2015

Connessione - I miei Grazie a Yukimura Sensei

Roma 16 Marzo 2015

Connection:
Rigger MaestroBD Model Lenticchia Photo Effetto Neve
Conoscevo il concetto di connessione, lo praticavo e sopratutto lo condividevo con i miei allievi.
Eppure l'ho veramente capito solo dopo il Giappone, dopo l'incontro con Yukimura Sensei.
Durante la lezione mi disse che la mia connessione era buona, che trovava difficoltà ad insegnarla agli europei, ma che io l'avevo.
E adesso la sento, effettivamente l'ho sempre avuta, ma come se la negassi. Se la portassi avanti fino ad un certo punto poi la fermassi.

Connettersi, entrare in contatto con la propria modella, con chi ci si affida significa creare un legame, a due sensi.
Connessione è questo.

Tu apri un canale verso chi ti si affida, attraverso le corde, le mani, il respiro, e attendi che si apra il canale verso di te, quando succede senti sparire il mondo tutto intorno, senti improvvisamente crearsi una bolla attorno a te.
Le sue emozioni diventano le tue, le mani toccano, e senti le energie fluire sotto pelle, e dentro le ossa.
Leghi il corpo e liberi l'anima, le emozioni e ogni singola protezione dentro cui si rifugia il piacere. Quello vero.

Al tempo stesso sei nudo davanti a lei o lui, perchè anche le tue difese crollano, non puoi raggiungere le sue emozioni se non ci metti tutto te stesso.
Forse questo mi impediva di saltare l'ultima barriera e raggiungere il livello di connessione che sto sviluppando ora.
Sapere che tutti i miei desideri, le mie emozioni ed anche i miei timori sono esposti.
Non puoi dare piacere se non accetti di prendere quel piacere per te.

Quindi anche essere duro, crudele, dolce, appassionato, erotico o addirittura sfrontato e impudico, se sono le emozioni che hai dentro. Prenderti il rischio di essere giudicato, anche respinto se le emozioni che hai sono troppo o del tipo sbagliato.

Vivere è prendersi rischi, legare è prendersi rischi, ora so che vale.

Sentire la volontà di chi si ha davanti cedere, lasciarsi andare, un corpo avere gli spasmi per il piacere, senza nessun contatto genitale. Sentire che quel corpo scopre di se lati nascosti e li offre aprendosi ancora di più.
E nell'abbraccio finale sentire la gratitudine di chi ha vissuto con te un piacere immenso.

Il Bondage è Arte. L'arte di legare il corpo per liberare l'anima.
Quando scrissi questa frase non avrei mai immaginato che avrei liberato la mia.

giovedì 26 febbraio 2015

Una vita nelle Corde - Intervista di Francesca Buonfiglioli

Una vita sulla corda. O, meglio, sulle corde. Perché legare il corpo significa liberare l'anima.

Davide La Greca, in arte MaestroBD, è uno dei più importanti esperti di Bondage in Italia. Performer e maestro da una decina d'anni anima eventi e organizza corsi.
E dire che si è avvicinato per caso a questa arte. Anzi, sono state le corde a scoprire quella che lui ama chiamare "appartenenza". Tutto, racconta Davide, è cominciato con una relazione. "la mia partner aveva esperienza in materia. E coltivava certe fantasie. Quando si è sentita sicura del rapporto le ha condivise. A quel punto ho scoperto che quel mondo, quelle sensazioni, mi appartenevano".

DOMANDA. Com'è avvenuto il passaggio alla sfera pubblica?
RISPOSTA Sempre per caso. Ero a una fiera del fumetto con uno stand sui giochi di ruolo. Una sfida con un amico, gli dissi: "Se mi porti una di quelle ragazze vestita da scolaretta, la lego in un cosplay hentai". Io scherzavo, lui no.
School Girl Hentai Cosplay

D. E com'è finita?
R. Me l'ha portata. Cosi presi le corde della scenografia. Le tagliai per usarle. A fine giornata, ne avevo legate 16.
D. Quale fu la reazione dei presenti?
R. Notai che erano interessati, attratti dall'arte del Bondage. E così ho cominciato l'altra parte delle corde: gli show. 
D. Quando hai deciso di diventare maestro?
R. Io maestro lo sono nel dna. Tutta la mia famiglia ha a che fare con l'insegnamento. Fino a mio bisnonno. Per me è naturale. Io stesso prima di dedicarmi a tempo pieno alla mia passione, gestivo corsi di formazione. 
D. Un dominatore del resto è un maestro.
R. Sì. Non è un caso che le persone che mi attraggono e da cui sono attratto sono novizie. Cercano una guida. Mi piace trasmettere loro il mio stile. 
D. Per questo il tuo nome d'arte è MaestroBD?
MaestroBD Logo
R. E' così. In realtà avevo scelto magister, ma era troppo comune. E così l'ho cambiato in MaestroBD, Bondage e disciplina. Ormai è la mia firma, il mio marchio.
D. Cosa provi quando leghi un modello o una modella?
R. Le sensazioni sono fortissime, molto vicine alla meditazione attiva. Un immergersi nelle emozioni, mie e sue.
D. Puoi spiegare meglio?
R. Per i primi due minuti è come tuffarsi nell'acqua. Tocco la persona sulle spalle e stabilisco con lei un contato profondo. A quel punto le reazioni possono essere diverse.
D. Cioè?
R. Può abbandonarsi totalmente, cedere la sovranità del suo corpo. Oppure resistere.
D. E in quel caso cosa fai?
R. Va detto che se una persona si fa legare è perché lo vuole. Senza volontà non si fa nulla. Basta pronunciare la safe word per terminare immediatamente il gioco. Per questo mi fanno sorridere le obiezioni delle femministe. Se mi faccio legare vuol dire che mi posseggo. E scelgo di concedermi a un altro. 
D. La massima espressione di libertà.
R. Esatto, parafrasando: il corpo è mio e lo gestisco io.
Boundcon Austria - Model Blondiecherry
D. E perché una persona sente il bisogno di essere legata?
R. Le ragioni sono tante e diverse tra loro. Si cerca la cura e l'attenzione totali da parte di una persona. Per stimolazione sessuale. Oppure per staccarsi dalla realtà. Si affida il proprio corpo a un maestro per essere totalmente liberi.
D. Tu insegni anche alle coppie. Cosa cercano?
R. Spesso una vacanza. Per 20 minuti, due ore, o un week end esistono solo loro. Senza cellulari, problemi. Il bondage, come il bdsm, è un modo per ottenere e dare il 100% di attenzione da parte del partner. Si crea come una bolla. Lo stesso vale per le coppie che vivono a centinaia di chilometri di distanza e si possono vedere una volta al mese. 
Un concentrato di initimità e corrispondenza. 
D. Tu viaggi molto in Europa e non solo. 
R. Sì, faccio show, serate, corsi, oppure mi aggiorno, viaggio. Ultimamemente sono stato in Giappone. E le mie corde sono cambiate.
D. Come?
R.  Ho imparato moltissimo. Sono stato a vedere il Kinbaku reale, come lo fanno dove e nato, e a prendere lezioni da un Maestro della vecchia scuola, e mi rendo conto che sentirmi dire da Yukimura Haruki, il Kinbaku Sensei che ho scelto, che ero sulla strada giusta, che la mia connessione è corretta e forte, sopratutto naturale mi ha aperto qualcosa dentro, come se mi avesse liberato da una armatura pesante che portavo. In Giappone il Bondage è una questione culturale. Le modelle ti insegnano almeno quanto i maestri.
Yukimura Haruki Sensei - Tokyo 
D. In Italia non siamo ancora pronti?
R. Diciamo che in Italia ancora non andiamo molto oltre la performance o la foto. Si parla pochissimo di connessione o di passione. 
D. Quali skill deve avere un maestro bondage?
R. Empatia, comunicazione, attenzione alla sicurezza ma sopratutto concentrazione totale. La tecnica viene per ultima. E poi viaggiare e conoscere altri stili è fondamentale, o avere skill non legati alle corde. Io per esempio ho frequentato un corso da massaggiatore, e mi è servito per entrare in contatto tattile con le persone che si affidano a me. Ho fatto anche molto teatro: necessario per dosare e gestire le emozioni. Nel bondage una parte della testa si perde, si annulla. Ma un'altra parte deve restare vigile, altrimenti può essere pericoloso.
D. Tu tieni molto alla sicurezza.
R. E' fondamentale. Una stretta fatta male può causare problemi ai nervi, per esempio. Per non parlare di incidenti mortali. Per questo inizio i miei corsi con una lezione sulla sicurezza.
D. Quali altre cose insegni ai tuoi allievi?
R. Dico loro di seguire più corsi possibili, anche di altri maestri. Ognuno ha il suo stile. Ma senza passione non si va da nessuna parte. 
D. La soddisfazione più grande?
R. Vedere migliorare i miei allievi. E notare che grazie al mio insegnamento hanno sviluppato uno stile del tutto personale.  
Grazie a chi mi si affida ogni giorno.
Intervista condotta  da Francesca Buonfiglioli  @franzic76