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venerdì 3 marzo 2017

Aibunawa e Semenawa - Le vie del Kinbaku - Carezza o Sofferenza.

Aibunawa e Semenawa

Le vie del Kinbaku - Carezza o Sofferenza.

Davide "MaestroBD" La Greca - Minou Rossi - Studio Six - Tokyo - Japan

La vera differenza fra Aibunawa e Semenawa risiede tutta nelle intenzioni del rigger. Nello shibari le corde sono un mezzo di espressione di sé e il loro uso è dettato dalla volontà di chi lega, da ciò che vuole comunicare a chi viene legato e a chi osserva.

La gestualità, l'intenzione nei gesti identificano un stile, forse più dei pattern eseguiti.
Facciamo un pochino di chiarezza su cos'è il Kinbaku e quali sono gli stili che lo compongono. Questa è una distinzione che mi che sta attirando molto in questo periodo, soprattutto perché si sta confondendo tantissimo il concetto di "stile" con "scuola". Quando sento parlare di "stile", infatti, mi rendo conto che la gente non sta realmente parlando di "stile", bensì di "scuola" e non è la stessa cosa.
Cominciamo con lo spiegare che cos'è il kinbaku. Io personalmente utilizzo i termini "shibari" e "kinbaku" in maniera paritetica perché in effetti indicano la stessa cosa. I giapponesi non fanno differenze tra questi due termini e li utilizzano indifferentemente per indicare la pratica di legare in coppia. "Shibari" significa, letteralmente, "legare", "kinbaku invece significa "legare stretto" ed è più adatto ad indicare le legature inerenti alla sessualità, alla ricerca delle emozioni e del piacere, ed è stata coniato nel secolo scorso appositamente. Per i giapponesi non esiste la legatura estetica o funzionale e l'utilizzo delle corde è strettamente legato alla ricerca del piacere erotico. Negli ultimi dieci anni le cose sono un po' cambiate, ma questa rimane sostanzialmente la radice culturale dello shibari e del kinbaku.
In Giappone esistono i "ryu", traducibile in “via”, che sono più che delle vere e proprie scuole. Nei “ryu” un insegnante trasmette conoscenze ai suoi allievi, che si sentono parte della stessa filosofia. Quando il maestro smette di insegnare, o muore, decide a chi lasciare la propria scuola affinché la filosofia che ne costituisce la base continui a essere trasmessa. Inoltre non esiste il concetto di "classe", visto che gli insegnamenti fino a qualche anno fa erano diretti tra maestro e allievo in lezioni uno-a-uno. Oltretutto durante queste lezioni non era necessariamente previsto che il maestro seguisse l'allievo, più che altro infatti il maestro mostrava la sua tecnica e l'allievo cercava di recepirla, provando e al più ricevendo qualche indicazione laddove sbagliava. Akira Naka ad esempio dichiara che, nei primi quattro anni del suo percorso di apprendimento, non ha toccato le corde, e ha solo osservato quello che è stato il suo maestro.
Davide La Greca - Flavia Miele
I veri momenti di apprendimento erano invece i "nawa-kai", corrispettivo dei nostri peer-rope, un incontro di gente che fa corde. Le prime vere classi risalgono a non più di 3-4 anni fa e hanno seguito un filone di insegnamento occidentale, tanto che il primo ad avere una vera e propria scuola è stato Steve Osada, tedesco che vive in Giappone fin dagli anni '80, e anche lui continua a tenere principalmente lezioni uno-a-uno. Dal suo esempio sono nate diverse altre scuole, oggi andando in Giappone si trovano quelle di Kinoko Hajimè, Otonawa, Ren Yagami, etc.

Diverso è il discorso per quanto riguarda gli stili. Lo stile è l'approccio verso il kinbaku, il modo in cui si affronta la legatura e il tipo di emozioni che si vogliono creare e ricevere.
Due sono gli stili fondamentali: "aibunawa" e "semenawa". Tra i due il meno conosciuto è sicuramente l'aibunawa. I due stili non sono contrapposti, il semenawa è l'uso della sofferenza per la creazione delle emozioni e l'aibunawa è uno stile carezzevole che cerca la connessione attraverso la creazione di un percorso emozionale. Non bisogna pensare che l’aibunawa sia uno stile solo legato alle coccole, molto del suo percorso è legato infatti all'imbarazzo. Il suo massimo esponente è stato Harukii Yukimura Sensei che lo ha codificato e rappresentato, lo Yukimura Ryu è quindi un percorso. I suoi insegnamenti prevedono delle lezioni con massimo due allievi e una trasmissione quindi diretta. Quando il maestro ci ha lasciati questa filosofia è rimasta nelle mani dei 14 allievi/insegnati certificati dal maestro stesso. I tre più anziani stanno attualmente decidendo verso quale direzione andrà la scuola, scuola da intendersi non in senso fisico visto che Yukimura Sensei faceva lezione presso la sua abitazione.
Davide "MaestroBD" La Greca - Yukimura Haruki Sensei
Yukimura ha anche delineato una distinzione tra l'aibunawa e il semenawa. Secondo questa distinzione l'aibunawa non costruisce l'emozione attraverso un percorso diretto bensì portando la uketé (letteralmente "sottomessa") a costruirsi da sola la propria gabbia. Immaginiamo che si leghino i polsi, una legatura semplice, anche senza tensione. Da questa posizione si può già cominciare a interloquire con lei, "minacciando" ad esempio di toccarle i seni o di esporla aprendo gli abiti. Dall'altra parte l’ukete può coltivare l'illusione di poter provare a scappare, se ha questo istinto, scoprendo che in realtà non può, nonostante la legatura permetta alcuni movimenti. Si tratta di un tipo di emozione più subdola rispetto all'immediata immobilizzazione. Si costruisce quindi la costrizione, l'imbarazzo (hazukashi), il lento rendersi conto che non si può impedire, ad esempio, a una mano di toccare, di scostare gli abiti, ecc. Le legature inoltre, permettendo alcuni movimenti possono essere tenute per tempi anche lunghi, l'aibunawa non ha sospensioni (per le quali invece i tempi di legatura si riducono drasticamente). In questo modo il rigger può anche spostarsi, farsi spettatore e quindi creare nella bunny l'imbarazzo di essere scrutata.
Il semenawa è la via della sofferenza, della resistenza, la uketè viene letteralmente messa alla prova, legata stretta, immobilizzata senza speranza, finché non si arrende all'incapacità di opporsi a quanto le sta accadendo. Non si cerca né si vuole incutere il dubbio di potersi in qualche modo sciogliere. Si va a testare quindi la resistenza della persona per metterla in difficoltà e darle solamente due scelte: continuare a opporsi oppure cedere. Da questo principio dipende l'uso assiduo del dolore e della sospensione, non sono le emozioni quindi ad essere più forti, ma gli strumenti a essere più intensi.
Una differenza abbastanza importante tra i due stili è lo spazio che si lascia alla fantasia. Di Yukimura è una frase: "il compito del nawashi è quello di creare lo spazio di gioco nella mente di chi è legato".
Nell'aibunawa è fondamentale il concetto di condurre, tanto che è frequente l'uso del nawagiri, il finale della corda, proprio a questo scopo. Se voglio indurre una reazione io spingerò o tirerò, questi gesti hanno su chi è legato una reazione immediata. Ma se io voglio costruire un'emozione non tirerò, cercherò piuttosto di indurre sulla bunny il desiderio di compiacermi, visto che il suo concedersi in questo ruolo presuppone che voglia entrare in contatto coi desideri del nawashi.
I due stili, in ogni caso come abbiamo detto, non sono in contrapposizione, visto che spesso chi lega fa uso di entrambi.
Ma esistono altre scelte che un rigger può fare, scelte che rappresentano a modo loro altre “vie” o modi di vivere le corde.
Un altro esempio che distingue due diversi approcci al kinbaku è, per esempio, la scelta tra tecniche "pulite" o "sporche". Negli ultimi dieci anni quello che ci è arrivato del kinbaku orientale riguarda i nawashi che hanno lavorato con fotografi, cioè principalmente quelli che guardano al lato artistico delle corde. Ne è derivata l'idea che i giapponesi siano molto legati alla precisione e all'estetica. Non sempre è così, c'è uno stile che più che guardare agli aspetti visivi cerca l'emozione e l'interazione e la maggioranza dei giapponesi lega in questo modo. Non c'è neanche in questo caso uno stile più valido di un altro, entrambe hanno la loro ragione di essere e dipendono solo dalle persone coinvolte. Scegliere tra i due dipende da cosa volete raccontare con le corde e che tipo di rapporto volete avere con la persona che legate.
La legatura pulita è quella attenta alle simmetrie, alle geometrie, alla precisione delle fasce e degli spazi pieni e vuoti sul corpo. Uno stile che cura dove vanno le corde che avanzano e dove si posizionano gli agganci al bambù o all’anello.
Mentre la legatura “sporca” tiene meno in considerazione queste attenzione estetiche, volendo raccontare l’emozione pura del rigger, che si fa “prendere” dalle corde pensando più al contatto fisico che all’apparenza.
Così come la differenza tra uno stile “Tight”, stretto e uno “Loose”, cedevole, cioè tra coloro che stringono molto con le corde e coloro che le lasciano più morbide perché desiderano che la persona legata abbia la sensazione di potersi muovere.
Uno stile personale consisterà in tutte le scelte fatte tra tutti questi bivi ed è un ottimo atteggiamento quello di sperimentare diverse opzioni per capire cosa ci è maggiormente affine.
I diversi stili del Kinbaku sono modi di vivere le corde, non scuole contrapposte, non esiste uno stile migliore o una scuola migliore, esistono solamente stili più affini a noi o più adatti alla persona che ci si affida.
In Giappone è facile che una persona studi con diversi insegnanti, perché ognuno gli dà qualcosa di diverso e che a un certo punto sviluppi un proprio approccio alle corde.
Le corde ci raccontano dall’esterno, guardare come un rigger lega ci fa vedere molto della sua anima.

Davide “MaestroBD” La Greca
Certified Istructor Yukimura Ryu
             Shibari Dojo

giovedì 22 settembre 2016

Bondage - Manuale Pratico per Iniziare - Di Davide MaestroBD La Greca


Bondage - Il Manuale Pratico per Iniziare è un libro per chi vuole conoscere cosa è il Bondage e lo Shibari.
La sua storia, la sicurezza e le tecniche. Attraverso un percorso completo passo passo.
Indice del Libro

Unico manuale disponibile in italiano, con imagini e lezioni passo passo, non solo affronta le legature e le tecniche ma parla di sicurezza, etica del bondage e delle motivazioni che sono dietro la scelta delle corde.

Scritto da Davide "MaestroBD" La Greca, è il frutto di 25 anni di studio e lavoro, e delle esperienze fatte in Italia e all'estero.

Potete trovarlo direttamente agli eventi a cui è presente MBDStudio e MaestroBD oppure ordinarlo attraverso la mail info@maestrobd.it

Il manuale è pubblicato dall'Associazione di promozione sociale e culturale MBDStudio.



venerdì 25 settembre 2015

UBU BAR NIGHT - Una visione del Kinbaku

Serata d'arte e di spettacolo - Sul palco del MBDStudio Shigonawa Bingo e Davide "MaestroBD" La Greca

Evento su FB: https://www.facebook.com/events/1616831948574380/

*** English version below***

Dal 2 al 6 Ottobre i famosi Shigonawa Bingo, Yoi Yoshida e Ero Ouji saranno a Roma, ospiti di MaestroBD.

Per festeggiare la loro presenza e per portare l'originale Kinbaku a Roma è stato organizzato questo appuntamento a cui non è possibile mancare.

Venerdi 2 Ottobre 2015, ore 21,30

Serata Ubu Roman Bar

Evento dedicato completamente alle corde, con Show Esclusivo di Bingo ed a seguire animazione interattiva. 
La serata si svolgerà lungo un susseguirsi di piccoli show, legature interattive, chiacchiere e confronto, per ricreare in Italia le emozioni e la bellezza di una esperienza presso Ubu Bar, il famosissimo locale Shibari di Tokyo.
Un angolo bar sarà a disposizione per bevande calde e fredde e piccoli sfizi.
Gradito dress code orientale.
Ingresso limitato su prenotazione.
E' previsto un contributo di euro 30 a persona, o euro 50 a coppia.

Per info e prenotazioni scrivi a info@maestrobd.it

giovedì 2 aprile 2015

Come ti lego un Futomomo

Roma 2 Aprile 2015

Martedi ho tenuto una lezione intermedia, per un piccolo gruppo di allievi, argomento il futomomo.
La cosa che mi affascina dell'insegnare è vedere crescere la passione delle persone.
La legatura di per sè non è tecnicamente difficile, ma trasmettere le giuste motivazioni e sopratutto farlo fare in sicurezza è un altra storia.
.
Model Ishara

Seduti tutti a terra si inizia sempre dall'anatomia della parte che leghiamo in questo caso la coscia, e mi colpisce vedere che spesso nozioni che io do per scontate, vedi la posizione del muscolo e la sua compressione, non lo sono anche per persone di cultura medioalta.
Poi le corde, la spiegazione dei passaggi, l'invito a capire il perchè una corda passi in un punto invece che in un altro.

Una volta passato l'aspetto tecnico quando iniziano a fare sul serio e a legare ti accorgi della gioia che hanno dentro.
Iniziano a scherzare, a cercare il contatto con la modella, che sia la loro o qualcuna che si presta, anche chi decide di fare "da solo" e si lega una coscia lo fa con passione.

E partono i primi successi, la tensione che tiene, la coscia stretta nel modo giusto, chiusa ma non compressa, e messa in tensione supporta il peso del corpo.

Sono belle le risate, lo scherzo, la modella trascinata per il futomomo fino a sotto il Bambù che finge di prendersela, ma si diverte.
L
'improvvisato "Tavolino Ikea" con i quattro arti chiusi e la schiena dritta in un mobile che vedrei volentieri in catalogo.

L'emulazione, il consiglio tra allievi pensando che non li senta o non li veda.
La coccola di straforo fatta tra le corde.

Siete belli. Ecco forse la cosa che volevo dire era questa, siete belli.
Quando torno dal Corso a Belluno faremo una lezione solo sulle Manette singole, i diversi tipi e come utilizzarle.
Cosi capirete cosa significa quando dicono "Less is More"

Per concludere, assistere ad una autosospensione per il solo futomomo è sempre un valore aggiunto, ovvio fatelo fare solo ai professionisti, ma vedere Lucio che si tira su in inversa per il futomomo solo di addominali è uno spettacolo.


MaestroBD
MBDStudio

mercoledì 25 marzo 2015

Ricordi di Viaggio: Yukimura Haruki - Come ti cambio la vita.

Tokyo 31 Gennaio 2015

Yukimura Haruki Sensei - Un uomo che mi ha cambiato la vita.
Ci sono incontri nella vita che rappresentano momenti di svolta, vi presento uno dei miei, ma prima mettetevi comodi perchè oggi è un giorno speciale per me a Tokyo!
La mattina inizia bene sveglia non troppo presto ma senza il sonno di ieri, tenendo conto che il mio cervello è restato al fuso italiano. Immediatamente mi ricordo che oggi è il giorno per cui sono venuto in Giappone. La lezione con Yukimura Sama e dopo oggi per me Sensei.
Non so che valore avrebbe per voi ma per me è elettrizzante.
Il Maestro Yukumura è uno specialista nel contatto, non solo ha una tecnica molto bella e pulita, ma sopratutto insegna a viverlo in maniera emozionale.
Lo avevo conosciuto solo attraverso i suoi video e i racconti di alcuni suoi allievi europei, e dalla descrizione mi sembrava molto affine alla mia anima e al mio modo di vedere le corde.
Inoltre lavora principalmente, se non esclusivamente a terra, quindi mi garantiva di certo di vedere e imparare cose diverse dal solito.

In Giappone è famoso per i suoi video di bondage molto molto erotici, e come fotografo e Rigger, detto ciò se non vedi non credi, così attraverso una serie di passaggi in stile mi manda Picone, sono arrivato ad ad avere questo appuntamento.
Ho chiesto ad una amica francese, che ancora ringrazio sentitamente, che mi ha presentato ad un altro allievo sempre francese ma ormai fisso in estremo oriente, il quale mi ha fissato un appuntamento, dandomi la certezza solo 15 giorni prima della partenza, perchè se vuoi una cosa il rischio lo corri. E ne valeva la pena.


Yukimura Sensei insegna a casa sua, un palazzo moderno di quelli claustrofobici giapponesi, dove ha una stanza arredata in stile tradizionale, con tatami, futon e bambù sospeso. Deve essere tradizione no?

Ovviamente non parla nessuna lingua per me comprensibile, e neanche la modella, molto bella e molto giapponese.
Fortuna o anzi organizzazione vuole che il mio accompagnatore organizzatore e guida, nonché allievo dello stesso mi fa da traduttore. Arigato NuitdeTokyo.
E qui le tradizioni contano, i soldi della lezione si consegnano in una busta bianca pulita infilati sotto i regali che portate, nel mio caso vino e olio dall'italia, e consegnati con deferenza. Perchè sono un dono per il Maestro, non un pagamento.

Raccontarvi la lezione sarebbe sminuire la mia esperienza, bello, pieno, ho visto come deve essere il mio bondage.
Con una sola corda ha preso il controllo della modella e mi ha guidato nel farlo a mia volta.
All'inizio non ci volevo credere neanche io, pensavo che la ragazza recitasse, ma poi ti rendi conto che non si possono fingere certe reazioni, odori, e piccoli brividi del corpo.
Non so cosa dicesse alle orecchie di lei, mi dicono di solito che usa parole erotiche e pornografiche per farle vergognare, ma di certo funzionavano.


Il concetto che nella lezione le corde erano la cosa meno importante. Ho appreso. Concetti, suggestioni. 

Quando mi ha chiesto di mostrargli quello che avevo appreso mi sembrava di aver trovato radici. Tutto fluiva
Ora, so che mi espongo alle malelingue, ma sticazzi, io non so se lo dice a tutti ma francamente dalla faccia del suo allievo mentre traduceva mi sa di no.
Mi ha fatto i complimenti per il mio senso del tempo, del timing, ovvero del modulare tempi e modi, tradotto ho il Ma.
Mi capisco da solo mi sa, ma per me è tipo medaglia al valore, mi ha detto che tecnicamente non mi serve niente e che la prossima volta faremo solo la parte emozionale, perché ho già le basi per il suo stile.
E la modella ha persino detto che tra me e il suo allievo si è trovata meglio con me, con grassa risate di tutti, compreso lui che è persona di spirito. 
Spero di trovare qualcuna con cui fare pratica, mi prudono le mani dalla voglia.
Prossima lezione fra qualche giorno, con modella parlante inglese, visto che il traduttore non c'è, pare sia pure lei famosissima, Iroha Shizuki modella preferita di Akira Naka.
A fine lezione i convenevoli, chiacchierare e un sacco di domande, dove ho iniziato, come, chi erano i miei maestri, dopo era loquace e mi sembrava contento di condividere quel tempo assieme, tra caffè e dolcetti. 
Yukimura Sensei è in gamba non solo per l'insegnamento, ma anche nel farmi sentire accolto, e terrò con enorme piacere l'attestato che mi ha dato, ma ancora di più il biglietto da visita che ha voluto farmi lui a mano invece che farmelo stampato.
E per finire, pare cosa rara, ha voluto darmi una dimostrazione di cosa è Yukimura Style, facendo una sessione privata per me. Che porto a casa sotto forma di video, e che conservero non solo per il piacere enorme del regalo, ma sopratutto perché è materiale didattico enorme.

Se dovessi realmente dire cosa ho imparato farei una fatica abissale, so che mi ha tolto una gabbia che avevo attorno e ha liberato il mio Bondage.

E reso me un migliore Rigger, un Bakushi.























Questi sono i Certificati del Dojo Yukimura

lunedì 16 marzo 2015

Connessione - I miei Grazie a Yukimura Sensei

Roma 16 Marzo 2015

Connection:
Rigger MaestroBD Model Lenticchia Photo Effetto Neve
Conoscevo il concetto di connessione, lo praticavo e sopratutto lo condividevo con i miei allievi.
Eppure l'ho veramente capito solo dopo il Giappone, dopo l'incontro con Yukimura Sensei.
Durante la lezione mi disse che la mia connessione era buona, che trovava difficoltà ad insegnarla agli europei, ma che io l'avevo.
E adesso la sento, effettivamente l'ho sempre avuta, ma come se la negassi. Se la portassi avanti fino ad un certo punto poi la fermassi.

Connettersi, entrare in contatto con la propria modella, con chi ci si affida significa creare un legame, a due sensi.
Connessione è questo.

Tu apri un canale verso chi ti si affida, attraverso le corde, le mani, il respiro, e attendi che si apra il canale verso di te, quando succede senti sparire il mondo tutto intorno, senti improvvisamente crearsi una bolla attorno a te.
Le sue emozioni diventano le tue, le mani toccano, e senti le energie fluire sotto pelle, e dentro le ossa.
Leghi il corpo e liberi l'anima, le emozioni e ogni singola protezione dentro cui si rifugia il piacere. Quello vero.

Al tempo stesso sei nudo davanti a lei o lui, perchè anche le tue difese crollano, non puoi raggiungere le sue emozioni se non ci metti tutto te stesso.
Forse questo mi impediva di saltare l'ultima barriera e raggiungere il livello di connessione che sto sviluppando ora.
Sapere che tutti i miei desideri, le mie emozioni ed anche i miei timori sono esposti.
Non puoi dare piacere se non accetti di prendere quel piacere per te.

Quindi anche essere duro, crudele, dolce, appassionato, erotico o addirittura sfrontato e impudico, se sono le emozioni che hai dentro. Prenderti il rischio di essere giudicato, anche respinto se le emozioni che hai sono troppo o del tipo sbagliato.

Vivere è prendersi rischi, legare è prendersi rischi, ora so che vale.

Sentire la volontà di chi si ha davanti cedere, lasciarsi andare, un corpo avere gli spasmi per il piacere, senza nessun contatto genitale. Sentire che quel corpo scopre di se lati nascosti e li offre aprendosi ancora di più.
E nell'abbraccio finale sentire la gratitudine di chi ha vissuto con te un piacere immenso.

Il Bondage è Arte. L'arte di legare il corpo per liberare l'anima.
Quando scrissi questa frase non avrei mai immaginato che avrei liberato la mia.

giovedì 26 febbraio 2015

Una vita nelle Corde - Intervista di Francesca Buonfiglioli

Una vita sulla corda. O, meglio, sulle corde. Perché legare il corpo significa liberare l'anima.

Davide La Greca, in arte MaestroBD, è uno dei più importanti esperti di Bondage in Italia. Performer e maestro da una decina d'anni anima eventi e organizza corsi.
E dire che si è avvicinato per caso a questa arte. Anzi, sono state le corde a scoprire quella che lui ama chiamare "appartenenza". Tutto, racconta Davide, è cominciato con una relazione. "la mia partner aveva esperienza in materia. E coltivava certe fantasie. Quando si è sentita sicura del rapporto le ha condivise. A quel punto ho scoperto che quel mondo, quelle sensazioni, mi appartenevano".

DOMANDA. Com'è avvenuto il passaggio alla sfera pubblica?
RISPOSTA Sempre per caso. Ero a una fiera del fumetto con uno stand sui giochi di ruolo. Una sfida con un amico, gli dissi: "Se mi porti una di quelle ragazze vestita da scolaretta, la lego in un cosplay hentai". Io scherzavo, lui no.
School Girl Hentai Cosplay

D. E com'è finita?
R. Me l'ha portata. Cosi presi le corde della scenografia. Le tagliai per usarle. A fine giornata, ne avevo legate 16.
D. Quale fu la reazione dei presenti?
R. Notai che erano interessati, attratti dall'arte del Bondage. E così ho cominciato l'altra parte delle corde: gli show. 
D. Quando hai deciso di diventare maestro?
R. Io maestro lo sono nel dna. Tutta la mia famiglia ha a che fare con l'insegnamento. Fino a mio bisnonno. Per me è naturale. Io stesso prima di dedicarmi a tempo pieno alla mia passione, gestivo corsi di formazione. 
D. Un dominatore del resto è un maestro.
R. Sì. Non è un caso che le persone che mi attraggono e da cui sono attratto sono novizie. Cercano una guida. Mi piace trasmettere loro il mio stile. 
D. Per questo il tuo nome d'arte è MaestroBD?
MaestroBD Logo
R. E' così. In realtà avevo scelto magister, ma era troppo comune. E così l'ho cambiato in MaestroBD, Bondage e disciplina. Ormai è la mia firma, il mio marchio.
D. Cosa provi quando leghi un modello o una modella?
R. Le sensazioni sono fortissime, molto vicine alla meditazione attiva. Un immergersi nelle emozioni, mie e sue.
D. Puoi spiegare meglio?
R. Per i primi due minuti è come tuffarsi nell'acqua. Tocco la persona sulle spalle e stabilisco con lei un contato profondo. A quel punto le reazioni possono essere diverse.
D. Cioè?
R. Può abbandonarsi totalmente, cedere la sovranità del suo corpo. Oppure resistere.
D. E in quel caso cosa fai?
R. Va detto che se una persona si fa legare è perché lo vuole. Senza volontà non si fa nulla. Basta pronunciare la safe word per terminare immediatamente il gioco. Per questo mi fanno sorridere le obiezioni delle femministe. Se mi faccio legare vuol dire che mi posseggo. E scelgo di concedermi a un altro. 
D. La massima espressione di libertà.
R. Esatto, parafrasando: il corpo è mio e lo gestisco io.
Boundcon Austria - Model Blondiecherry
D. E perché una persona sente il bisogno di essere legata?
R. Le ragioni sono tante e diverse tra loro. Si cerca la cura e l'attenzione totali da parte di una persona. Per stimolazione sessuale. Oppure per staccarsi dalla realtà. Si affida il proprio corpo a un maestro per essere totalmente liberi.
D. Tu insegni anche alle coppie. Cosa cercano?
R. Spesso una vacanza. Per 20 minuti, due ore, o un week end esistono solo loro. Senza cellulari, problemi. Il bondage, come il bdsm, è un modo per ottenere e dare il 100% di attenzione da parte del partner. Si crea come una bolla. Lo stesso vale per le coppie che vivono a centinaia di chilometri di distanza e si possono vedere una volta al mese. 
Un concentrato di initimità e corrispondenza. 
D. Tu viaggi molto in Europa e non solo. 
R. Sì, faccio show, serate, corsi, oppure mi aggiorno, viaggio. Ultimamemente sono stato in Giappone. E le mie corde sono cambiate.
D. Come?
R.  Ho imparato moltissimo. Sono stato a vedere il Kinbaku reale, come lo fanno dove e nato, e a prendere lezioni da un Maestro della vecchia scuola, e mi rendo conto che sentirmi dire da Yukimura Haruki, il Kinbaku Sensei che ho scelto, che ero sulla strada giusta, che la mia connessione è corretta e forte, sopratutto naturale mi ha aperto qualcosa dentro, come se mi avesse liberato da una armatura pesante che portavo. In Giappone il Bondage è una questione culturale. Le modelle ti insegnano almeno quanto i maestri.
Yukimura Haruki Sensei - Tokyo 
D. In Italia non siamo ancora pronti?
R. Diciamo che in Italia ancora non andiamo molto oltre la performance o la foto. Si parla pochissimo di connessione o di passione. 
D. Quali skill deve avere un maestro bondage?
R. Empatia, comunicazione, attenzione alla sicurezza ma sopratutto concentrazione totale. La tecnica viene per ultima. E poi viaggiare e conoscere altri stili è fondamentale, o avere skill non legati alle corde. Io per esempio ho frequentato un corso da massaggiatore, e mi è servito per entrare in contatto tattile con le persone che si affidano a me. Ho fatto anche molto teatro: necessario per dosare e gestire le emozioni. Nel bondage una parte della testa si perde, si annulla. Ma un'altra parte deve restare vigile, altrimenti può essere pericoloso.
D. Tu tieni molto alla sicurezza.
R. E' fondamentale. Una stretta fatta male può causare problemi ai nervi, per esempio. Per non parlare di incidenti mortali. Per questo inizio i miei corsi con una lezione sulla sicurezza.
D. Quali altre cose insegni ai tuoi allievi?
R. Dico loro di seguire più corsi possibili, anche di altri maestri. Ognuno ha il suo stile. Ma senza passione non si va da nessuna parte. 
D. La soddisfazione più grande?
R. Vedere migliorare i miei allievi. E notare che grazie al mio insegnamento hanno sviluppato uno stile del tutto personale.  
Grazie a chi mi si affida ogni giorno.
Intervista condotta  da Francesca Buonfiglioli  @franzic76