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martedì 22 settembre 2015

50 stonature di grigio - Capitolo undici

50 stonature di grigio - Capitolo undici
Ho rimandato fin troppo la lettura integrale del documento di Christian. Sono sicura che, essendo un contratto, sarà assolutamente lecito e legale. Come quando ho aiutato Josè a nascondere mezzo chilo di borotalco di un suo amico colombiano.
Vediamo...
[ATTENZIONE: per una corretta immersione narrativa, si prega di leggere ad alta voce tre pagine dell'elenco telefonico prima di proseguire. Grazie.]
... ok. Mi sono un po' persa sulle clausole riguardanti il numero di strappi della carta igienica, ma la parte su come si sbucciano le patate era chiara. Ora devo solo decidere se voglio sottomettermi a una persona che mi abusa e non tiene conto dei miei sentimenti. E se chiedessi consiglio a Josè, il ragazzo che mi limona da ubriaca? O a Kate, che mi sfrutta come una somara da soma? O se cambiassi amici?
Idea, chiederò alla mia dea interiore! Che è come un amico immaginario, ma che ho il dovere contrattuale di nominare almeno una volta a capitolo. A cazzo, per lo più.
"Dea interiore, dea interiore..."
KAWAI! NYAO, CAN I HAZ MOAR COCK??! wink emoticon
"Dea interiore, devo firmare il contratto dom/sub più loffio dai tempi dell'amante di Giacomo Leopardi?"
heart emoticon heart emoticon PUSSY LUV DICK!! heart emoticon heart emoticon
"A occhio è un si. Grazie dea interiore!"
Bene, ho preso la decisione, ma per allungare il brodo farò finta di essere una persona normale e che ci voglio pensare. Uhm... cosa fanno le persone normali? Ah! Ovvio. Vado a lavarmi i capelli!
Dopo la doccia cerco di ottenere il mio look "capello indomabile", ma Kate irrompe con la grazia di un toro ipertiroideo.
"Ana, è arrivato un pacco dall'aspetto costoso per te, e il fattorino non mi permette di aprirlo perché dice che è per te. Sbrigati a firmare cosi posso prenderlo io. Muoviti, stronzetta!"
Firmo, e nel pacco trovo un portatile nuovo di zecca.
"Un Mac." commenta Kate "Cazzi tuoi, io me la batto."
Il ragazzo delle consegne mi spiega come accenderlo. Il resto è facile: lo ha già connesso alla rete wireless senza chiedere la password, mi ha già configurato un indirizzo mail usando i miei dati personali, e ora sono la proprietaria di un costosissimo computer di cui non ho alcuna ricevuta.
È bella la vita quando non sei una persona reale.
Accedo alla mia posta e trovo una mail di Grey, che a tutti gli effetti funziona come una chat.
[ANA] Ciao, computer nuovo. Sarcasmo.
[GREY] Non perdere tempo, fai ricerche su cose che dovresti sapere prima di firmare il contratto.
[ANA] Ehi, è la mia prima mail! Si comprensivo!
[GREY] Non diciamo sciocchezze, se un'universitaria. O una bidella, non è chiaro. Quanto è probabile che tu non abbia mai avuto una mail?
[ANA] Tanto quanto è probabile che un amministratore delegato e imprenditore abbia tempo per chattare in un momento a caso della giornata.
[GREY] Non saprei, ancora non ho capito che lavoro faccia... ogni giorno vengo in ufficio, non faccio un cazzo e alla sera vado via con più soldi di prima. Forse faccio politica. Ora ti lascio, fai le tue ricerche.
E ricerche siano. Grey mi ha detto che prima di andare avanti con la nostra relazione devo documentarmi su tutto quello che non conosco.
Apro Google.
Digito "Trama letteraria"
Sarà una lunga lettura.
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mercoledì 6 maggio 2015

50 stonature di grigio - Capitolo 10

50 stonature di grigio - Capitolo 10

L'arrivo della madre di Grey ci prende di sorpresa. "Forza Anastasia, non facciamola aspettare."
"Non posso alzarmi dal letto! Ho i polsi legati dalla cravatta!"
"Anastasia, sei come una triste tartaruga rovesciata. Anche intellettualmente. Ti servono i polsi liberi per alzarti da un letto?"
Mi slega le mani e poi esce dalla stanza. Sento i solchi che la cravatta mi ha impresso sulla carne, ma a parte una leggera necrosi è tutto ok. Impiego pochi secondi per vestirmi e parecchi minuti per lamentarmi dei capelli, cosa che non faccio abbastanza in questo libro.

Appena vestita entro nel salottino, dove un personaggio secondario che non vuole (ancora) scopare con me mi saluta.
"Buongiorno signora Grey..."
"Taglia corto, sono qui solo per rimpolpare il cast. Come tutte le mamme, se non sento mio figlio per ventiquattro ore penso lo abbiano divorato i corvi. Potevo chiedere alla servitù, invece sono venuta di persona. Respira, non è gay, sta bene. Ciao."
Sbatto le ciglia e lei non c'è più.

"Ottimo, hai conosciuto mia madre. Colgo l'occasione per giustificare la mia presunta perversione con un banale cliché freudiano: frusto le donne perché una donna ha frustato me. Per altro ero minorenne, il che la renderebbe la protagonista assoluta se non ci fossi già tu a occupare la scena. Prendilo come un invito."
"Quindi se fossi stato violentato da un uomo ora saresti gay, e se ti avesse aggredito un cane saresti un labrador?"
"Ecco, il livello intellettuale è quello. Ti accompagno a casa. Mangiamo?"
"Me lo proponi di continuo, e ti incazzi se non pulisco il piatto. C'è un motivo?"
"Da ragazzo ho avuto una torbida storia con un vassoio di tramezzini. Su, che devo smaltire diverse telefonate di lavoro, e ancora non mi è chiaro che lavoro svolga."

A casa mi aspetta Kate, seduta su un blocco di ghiaccio grosso come un'anguria.
"Anastasia! Sei tornata giusto in tempo, il fratello di Grey ha appena finito di fresarmi la vagina. Sono stati due giorni intensi, credimi. E tu, hai finalmente tolto le ragnatele?"
"Direi di si. Grey è... strano. Fa cose bizzarre."
"Tipo? Dimmi, dimmi! Voglio sapere!"
"Beh, indossa i jeans senza mutande! Sono sconvolta!"
"Ana. Per favore. Crepa."

Invece di crepare decido di chiamare Josè. Mi ha chiamato una ventina di volte, ma dato che non mi ingozza a forza e non mi umilia continuamente è chiaro che non c'è storia.
"Ana, dove sei! Scusa se ho cercato di abusare di te ubriaca, è stato un errore e sono pentito! Ho tradito la tua fiducia"
"Mi dispiace, ma è proprio così. E ora ti mentirò sulla mia relazione con Grey, perché è così che si gestisce un'amicizia."
"Perché lui si e io no? Perché è ricco?"
"NO! Come ti permetti? È solo che tu sei povero!"
"Ma ora che sei usato sicuro, magari posso fare un finanziamento..."
"No Josè, non è quello. Tu sei l'unica persona normale e credibile di questo polpettone da oratorio. Se diventi strano anche te, diventa fantascienza. Mi secca che tu voglia rovinare la nostra amicizia cercando qualcosa di più, mentre è giusto che io ti addossi la responsabilità di essere come un fratello maggiore per me. Capisci cosa intendo? Mi stai ascoltando?"
"Scusa, mentre parlavi mi è arrivato il cambio di domicilio. Ora abito a Friendzone, Stato di Washington."
"Ti manderò una cartolina. Non cercarmi, mi farò sentire quando dovessi aver bisogno."

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venerdì 3 aprile 2015

50 stonature di grigio - Capitolo nove

La collaborazione dei Lagreca Bros prosegue, potete Leggere Giorno per giorno le avventure reali di Anal Steel e Cristo Grey. Scritte, pensate e messe su carta da "Mio Fratello" Lorenzo La Greca, cooportatore sano del 100% del mio DNA a parte un sano Crossover.

50 stonature di grigio - Capitolo nove

Mi sveglio di nuovo nel letto di Grey, questa volta con il 100% in più di Christian Grey. Mi rendo conto che dall'inizio di questa storia non mi sono mai svegliata nel mio, di letto.
Ripenso alla sera prima e la testa mi si riempie di auliche metafore sugli stantuffi meccanici. Ancora inebriata di poesia, vado a pisciare. Le dimensioni del bagno mi sorprendono! Dovevo aspettarmelo, casa Grey copre due differenti codici postali. Anche lo specchio è enorme.
"Specchio, specchio delle mie brame, chi è la ragazza più scialba del reame?"
"Ecchela..." borbotta lo specchio "Senti fanatica, sei figa. Te lo stanno dicendo tutti, non c'è maschio che non ti voglia stare addosso come la panna sul profiterole, e credo pure la tua amica Katy farebbe due buche con te. Quindi 'sta menata della bruttina che diventa principessa va a raccontarla al cesso, che lui di stronzate ne vede tutti i giorni."
"Toh! Guarda qui, un grosso sasso!"
"DICEVO! Sei tu, la ragazza scialba che ha conquistato il cuore del principe! Come Biancaneve eccetera eccetera e vissero felici e contenti."
"Magari felici! Io amo un uomo perverso che vuole solo farmi del male."
"Senti, Persefone dei poveri, vede più perversioni mio cugino che fa lo specchietto retrovisore in un taxi californiano ogni giorno di quante ne vedrai tu in tutta la vita. Corde e due frustini, capirai. Chiamami quando prende i ferri roventi. Anzi, sbrigati a preparare le uova strapazzate, che il tuo carnefice ha fatto due schizzetti e ora deve recuperare le proteine."
"Camera da letto e cucina. Certo, il ruolo della donna. Grazie!"
Entro in cucina vestita solo con una camicia di Grey e un po' sangue secco sulle cosce. Cucino bacon e uova, ballo come una scema, e indosso le cuffiette con il tema de "Lo squalo" a tutto volume. Sono pronta. Mi volto!
E non c'è nessuno. Merda. Da capo.
Aggiungo un po' di colesterolo ai pancake e mi volto!
Grey è qui! Non l'ho sentito entrare!
"HAI DORMITO BENE?" chiedo. "IO HO DORMITO BENISSIMO... COSA? VEDO LE LABBRA MUOVERSI MA NON SENTO... oh, cuffie. Certo."
"Si, ho dormito benissimo. In genere, come tu sai, ricevo una telefonata ogni tre minuti. Ma fortunatamente ieri sera ho acceso il Grey-segnale per informare tutta Seattle che stavo scopando. È un regalo di un certo Bruce Wayne. Ora mangia tutto o niente dolce."
"C'è il dolce?" chiedo con entusiasmo infantile.
"Certo che c'è." risponde afferrandosi lo scroto "Qui dentro, bello schiumato. Andiamo a parlarne nella doccia."
Decidiamo di fare il bagno nella vasca grande, quindi dobbiamo aspettare che la nazionale femminile di pallanuoto la liberi. Entriamo in acqua, non è chiaro se Grey è nudo o vestito. Ci insaponiamo e poi Grey mi dona un nuovo orgasmo. Che bello non averne mai avuti prima, nemmeno da sola. Rende questa storia così credibile!
"Ecco, ora che abbiamo pulito la patata tu potresti lucidare il cetriolo, così l'insalata è completa. Lo hai mai fatto?"
"Figurati, a quanto pare nemmeno sapevo esistesse. Oh no! Ora crederai che sono un'impedita!"
"Ora? Sei in ritardo di due giorni. Comunque non preoccuparti, a me piace insegnarti a scopare..."
"No! Anche se ti piace che io sia inesperta, devo fare prova della mia capacità! Evoco l'ingenuità degli anni '90! A me!"
Mi alzo e ruoto tre volte su me stessa, recitando la formula:
"Io sono una scema che non si regge, una troietta che si atteggia a puritana... Sono Anastasia Steele... E sono venuta fin qui per succhiarti... In nome della Mona!"
Mi lancio su Grey con la grazia di un aspirapolvere industriale, e mi lascio possedere dalle anime di cinque bordelli parigini. Grey esplode nella mia gola senza quasi passare per la bocca. Achievement unlocked!
Grey è senza parole. "Hai ingoiato tutto? Non hai la nausea?"
"Mi dici sempre che devo finire quello che ho nel piatto!"
"Non è la stessa cosa... no, lascia stare. Anastasia, ieri eri impacciata come un tronco di pino e oggi spompini come una professionista. Se entri con me nella Stanza Rossa delle Torture mi porto la guardia del corpo. Ora, comunque, ti regalerò un orgasmo come ricompensa."
"Perfetto, altri due e ricevo una caffettiera!"
Torniamo in camera da letto, quella dove teoricamente Grey non porta mai nessuna. Mi fa sdraiare e si china sulla mia cosina, lì. Un giorno devo imparare come si chiama.
"Ora ti legherò le mani con una cravatta. Ce la fai?"
"Figurati, nulla di che. Poi?"
"Poi di lecco e ti mordicchio. Se non te la senti..."
"L'hai fatto ieri sera, e mi piace tantissimo!"
"E poi ti faccio incontrare mia madre."
"Merda Christian, hai superato il limite."

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Autore: Lorenzo La Greca

giovedì 26 marzo 2015

50 stonature di grigio - Capitolo otto

La collaborazione dei Lagreca Bros prosegue, potete Leggere Giorno per giorno le avventure reali di Anal Steel e Cristo Grey. Scritte, pensate e messe su carta da "Mio Fratello" Lorenzo La Greca, cooportatore sano del 100% del mio DNA a parte un sano Crossover.

50 stonature di grigio - Capitolo otto

Riassunto delle puntate precedenti.
Anastasia, un manichino con accenni di vita e labbra mordicchiabili incontra Grey, unica persona con una morale in un mondo di sociopatici incolori.
Nonostante Anastasia sia vergine c'è più vacca in lei che in tutta l'Argentina, e vuole Grey.
Grey è la versione Disney del Marchese de Sade, e vuole Anastasia.

Storia non pervenuta.
"Anastasia, la tua verginità pone un ostacolo al mio piano di brutalizzarti con violenza. E per qualche motivo, anche al mio progetto di angherie arbitrarie, che non ha necessariamente a che fare con il sesso. Cosa facciamo?"
"Perché mi chiedi di fare delle scelte? Non ci sono abituata!"
"Ti rendi conto di essere la nemesi del femminismo internazionale? Va bene, io maschio aggiusta te femmina. Con mio cazzo."
Grey mi conduce nella stanza per il sesso Vanilla, piano secondo, missionaria, no aftercare. È molto, molto ben organizzato.
"Sei bellissima", sussurra spogliandosi. "Adoro le more. La tua pelle è stupenda." Spoglia anche me senza fretta. "I tuoi seni sono stupendi", mormora estasiato.
"Grey, puoi toglierti i Google Glass? Non mi piace che guardi i video di Sasha Grey mentre fai l'amore con me."
"Va bene." grugnisce. Capisco che si sta impegnando molto. Per ricompensare i suoi sforzi, rimango immobile come un sacco di stracci. Sono sicura che lo trovi erotico.
"Ora. Io. Metto. Pisello. Dentro." scandisce.
"Orgasmo! Sento. Emozioni. Nuove! Altro. Orgasmo!"
"Bene! Allora. Possiamo. Smettere. Di. Parlare. Così?"
"Se proprio ci tieni. Ma troviamo il modo di ravvivare questa scena, sembra la guida pittorica per montare un armadio Ikea."
"Potremmo farlo alla pecorina."
"Perverso!"
"E magari un domani potremmo fare del sesso orale."
"Beh, ora è veramente troppo. Tu mi corrompi, mister Grey! Dove hai imparato queste cose?"
"In seminario. Dai, finiamo questa scena, mi viene la tristezza a tirarla per le lunghe."
Dopo il sesso cado addormentata, e al mio risveglio mi trovo in letto vuoto. Controllo i reni, ci sono entrambi. Comincio a sospettare che mia madre non abbia sempre ragione.
Trovo Grey nel salotto che suona il pianoforte, mentre dipinge un quadro e compone sonetti. Sembra triste, come un cucciolotto. Un cucciolotto che colleziona fruste in pelle di squalo.
"Anastasia, vai a dormire. Quando ci sei tu non riesco a dormire, a differenza dei lettori."
"Volevo solo dire mi manchi."
"Anche se sono venuto due volte in pochi minuti e poi me ne sono andato senza farti nemmeno mezza coccola?"
"Per quel che so io, è normale. Non è così?"
"Certo che è cosi! Credo proprio che funzionerà tra di noi!"

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Autore: Lorenzo La Greca

venerdì 20 marzo 2015

50 stonature di grigio - Capitolo sette

La collaborazione dei Lagreca Bros prosegue, potete Leggere Giorno per giorno le avventure reali di Anal Steel e Cristo Grey. Scritte, pensate e messe su carta da "Mio Fratello" Lorenzo La Greca, cooportatore sano del 100% del mio DNA a parte un sano Crossover.
50 stonature di grigio - Capitolo sette


La stanza del sesso di Grey, anche detta stanza rossa per mantenere il tema cromatico, è il frutto di una passione segreta tra l'arredatore di Bettino Craxi e una comitiva di giocatori di Vampiri Live. Christian me la mostra come fosse il segreto di Barbablu, anche se a rigor di logica ci passano una dozzina di donne delle pulizie ogni mese.
"Quante amanti hai portato qui dentro?" chiedo timorosa. Sono così tesa che potrei mangiare carbone e cagare diamanti.
"Una quindicina, fino ad ora."
"E quante ne sono uscite?"
"Cambiando discorso, piano B. Andiamo a mangiare, poi ti faccio leggere quel famoso contratto."
"Ti avverto, negli anni ho sviluppato una certa assuefazione alle droghe da stupro."
"Piano C, andiamo direttamente a leggere il contratto."
"Ecco" Grey mi consegna alcune pagine stampate "Essenzialmente, se accetti dovrai fare quello che ti dico, mangiare quello che dico io, vestire in modo appropriato, fare esercizio, comportarti educatamente e nei fine settimana potrai uscire solo se te lo concedo. I comportamenti buoni saranno premiati, quelli cattivi puniti. Cosa ne pensi?"
"Ho i brividi."
"Perché cominci a capire la mia perversione?"
"No, perché è lo stesso accordo che ho avuto con i miei genitori fino ai diciotto anni."
"In più, dovrai soddisfarmi sessualmente, con zelo e disponibilità." aggiunge Grey mentre colpisce un orso bruno sul muso.
"Ovviamente, ma vedo anche che qui-" indico sul foglio con la punta del pugnale, lordato dal sangue di un ghoul "-fa riferimento a 'limiti assoluti'. Cosa sono?"
Il cavallo di Grey si impenna di fronte agli orchi in armatura di bronzo "Sono cose che non sono disposto a fare! Come usare fuoco, aghi, o soffocare, o praticamente tutto quello che sarebbe considerato perversione! AVANZATE LA FANTERIA!"
Le cimici venusiane cadono sotto i colpi del mio folgoratore, ma altre arrivano a sciami "Capito. In pratica sei solo un maniaco del controllo e ti piace scopare. Come, praticamente, chiunque. Ma dimmi, che succede qui?"
"Questo capitolo è così palloso che la casualità narrativa si ribella! Attenta agli spettri, possono materializzare gli incubi del tuo passato!"
Evoco dei pinguini guerrieri cavalca-arcobaleni con cannoni laser per respingere lo zombie di Reagan su un cavalluccio marino. "Dimenticavo, sono vergine!"
"Ecco, andavamo così bene e hai dovuto spararla grossa. Io con te non ci gioco più."
Autore: Lorenzo La Greca


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mercoledì 18 marzo 2015

50 stonature di grigio - Capitolo sei

La collaborazione dei Lagreca Bros prosegue, potete Leggere Giorno per giorno le avventure reali di Anal Steel e Cristo Grey. Scritte, pensate e messe su carta da "Mio Fratello" Lorenzo La Greca, cooportatore sano del 100% del mio DNA a parte un sano Crossover.

50 stonature di grigio - Capitolo sei

Grey mi riaccompagna a casa, ancora non mi vuole trombare. Poi, per coerenza, mi limona brutalmente in ascensore. Mi abbandono completamente, e la sua lingua mi riempie come una cicciona che infila i leggings di Peppa Pig. Alla fine la estrae con uno schiocco.
"Anastasia, hai usato il mio dentifricio" esclama seccato "Inoltre non hai ancora messo i denti del giudizio. E mi farei vedere da un gastroenterologo, hai un polipo nello stomaco."
"Tutto quello che vuoi! Prendimi!"
"A coltellate, ti prenderei. No Anastasia, prima devi firmare un contratto in cui ti impegni a non far sapere a nessuno del nostro rapporto. Vorrei mantenere una buona reputazione, dopo questo libro."
"Sei l'uomo più famoso del paese, la mia coinquilina è una giornalista che si sbatte tuo fratello, porti una ragazza ubriaca nella tua stanza d'albergo e la accompagni fuori il giorno dopo con indosso un vestito diverso. Per mille pecorine, Grey, credi che nessuno sappia ancora nulla?"
"In effetti, comincio a domandarmi chi sia il cretino tra noi due."
Prendiamo un SUV nero. Purtroppo i finestrini dietro non sono oscurati... un'altra occasione sprecata. Ascoltiamo musica classica per sembrare colti, e Jimmy Page per l'ironia.
A casa c'è Kate che finisce di dare il lucido al pomello di Eliott, il fratello impossibilmente bello di Christian.
"Ana, qui abbiamo una quota di fica da dare in giro, e tu non fai la tua parte. Mi toccano i doppi turni. Avete cominciato a fare robe?"
"No, ma in ascensore mi ha violentato l'ombelico."
"Ti presto delle scarpe con il tacco da trenta centimetri e ci riprovi, ok?"
"Anastasia, è il momento di arrivare al sodo." Grey mi sfiora le nocche mentre si china verso di me "Tu sei in pericolo. Quando un uomo fa il ritroso ma poi ti sbatte al muro, si nega ma ti manda regali, e ti costringe ad implorare per avere qualcosa che vuole anche lui, scappa. È una trappola. La tua unica speranza è che mi arrestino per circonvenzione d'incapace prima che abbia finito di confezionare un paio di guanti con la tua pelle. Avrei un rapporto più paritario e onesto con il mio cane, e non ho un cane. Mi segui?"
"Eh? Scusa, mi hai toccato la mano e il rombo degli orgasmi mi ha distratta. Hai detto qualcosa?"
"Cazzo Anastasia! Concentrati, stai dando il cattivo esempio a una generazione già flagellata da Twilight!"
"Oh... scusa di nuovo, ma hai detto 'Cazzo' e ho squirtato. Puoi ripetere?"
"C'è QUALCOSA che non ti ecciti?"
"Uhm... forse il gergo tecnico dell'aeronautica civile."
"Ho un elicottero, andiamo."
Per un'ora facciamo il gioco del silenzio, interrotto solo da vaghi accenni a future possibili sevizie. Atterriamo sopra il suo appartamento, un palazzone residenziale con le pareti bianche e nessuno in giro. Nel weekend ci girano gli horror psicologici, ma oggi sarà la nostra alcova d'amore.
"Bevi qualcosa?"
"Vuoi farmi ubriacare, Mr. Grey?" sussurro allusiva mentre getto le mutandine nel camino accesso. La fiamma si spegne in uno sfrigolio di vapore.
"Farebbe differenza, miss Steele? Sappiamo entrambi che può finire solo in due modi: sesso, o l'intervento di un dio misericordioso. Ma prima devi sapere che io non faccio l'amore."
"Si era capito, purtroppo."
"Io fotto... senza pietà!" (tuono drammatico)
Ventisei minuti dopo smettiamo di ridere entrambi e riusciamo a riprendere il discorso.
"Okay, okay." concedo "Sei uno che fotte. Anche se vorrei le prove. E allora perché non fottiamo?"
"Prima devo farti vedere la mia stanza per il sesso."
"Hai una stanza esclusivamente per il sesso? Poi posso vedere quella per i sandwich e il patio per giocare a ramino?"
"Scherza pure, ma eccola! Ammira!"
"Accidenti, è incredibile! Mi manca il fiato! È uno spettacolo che sconvolge la ragione e ispira pensieri ineffabili! Quello che vedo è la somma di ogni fantasia e il frutto di ogni desiderio!"
"Conti di descriverla ai lettori, prima o poi?"
"Ho aspettato cinque capitoli per un bacio. Che soffrano anche loro."

Autore: Lorenzo La Greca

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martedì 10 marzo 2015

50 stonature di grigio - Capitolo cinque

La collaborazione dei Lagreca Bros prosegue, potete Leggere Giorno per giorno le avventure reali di Anal Steel e Cristo Grey. Scritte, pensate e messe su carta da "Mio Fratello" Lorenzo La Greca, cooportatore sano del 100% del mio DNA a parte un sano Crossover.

50 stonature di grigio - Capitolo cinque

Mi sveglio seminuda in un letto che non è il mio. Sono stata violentata durante il mio primo coma alcolico, e ho ancora i reni! EVVIVA! Becca questa mamma, tu dicevi che non sarei stata tanto fortunata!
Prendo la lista delle cose da fare prima dei trent'anni e cancello "Perdere la verginità". Manca solo "Capire dove finiscono le monetine che mi infilo nel naso", e ho finito.
Mr. Grey bussa e poi entra senza aspettare una risposta. Se questo è l'atteggiamento, sicuramente mi ha scopata!
"Mi hai scopata?"
"Buongiorno romanticismo! E comunque, no. Ti ho portata qui, ti ho spogliata, ho dormito accanto a te senza toccarti, e poi sono uscito a fare shopping di biancheria intima e a
biti da donna dopo aver dedotto le tue misure a occhio."
"Grey, ha presente quando le ho chiesto se era gay e lei ha negato? Vorrei un secondo parere."
"Lascia stare. Comunque torno ora dalla mia corsa mattutina. Ero quasi arrivato ai confini dello stato, poi mi sono fatto coraggio e sono tornato. Vuoi mandare giù qualcosa?"
"Se proprio insisti..."
"CIBO! Santo cielo, ne avevamo parlato! Un po' porno, un po' poesia. Le ragazzine vogliono sentirsi principesse romantiche, quando mungono un toro."
"Va bene, va bene... tipo dire che Romeo e Giulietta è una storia romantica con il lieto fine?"
"Se tu sei Giulietta, si. Oppure che io sono un cavalier servente, puro e immacolato..."
"Lancillotto!"
"... quanti capitoli mancano prima che possa imbavagliarti?"

Prima di colazione vado a fare un doccia, quanto meno per togliere le croste di vomito. Mi accarezzo tutta con il suo bagnoschiuma immaginando le sue mani calde. Poi mi lavo i denti con il suo spazzolino da denti immaginando il suo pene caldo. Mentre cerco in giro il suo tubetto di crema per le emorroidi, mi chiedo perché Grey sia cosi strano.
Mangiando pancetta e pancake approccio l'argomento con tatto.
"Grey, perché sei cosi strano? Io ho solo due amici, ed entrambi mi avrebbero trombata mentre ero svenuta. E anche Kate. Tu non sei come loro. Frocio o asessuato? Barra la casella giusta."
"È mia ferma intenzione sbatterti come una portiera, ma non sono un pervertito. Prima devi firmare un consenso scritto."
"Questo si che è normale e per nulla inquietante! Per un attimo mi ero preoccupata. Ma ora ho capito, ed essendo adulta e intelligente, scelgo consapevolmente di impegnarmi con te!"
"Eva, tu hai troppa fretta di mordere il frutto della conoscenza..."
"No, sono sazia. E mi chiamo Ana."
Povero Grey. Capita di confondersi, non capisco perché ora pianga così.

Finita la colazione mi sento piena. Ma ho ancora quella curiosa sensazione di vuoto poco più sotto. Grey mi ha promesso un viaggio in elicottero e un appuntamento, e forse mi farà firmare una liberatoria per accedere al mio utero, più un deposito cauzionale per due visite settimanali nelle retrovie. Non sono esperta di questioni sentimentali o erotiche, quindi perché discutere?
E questo vale anche per voi, ragazze. Se siete vergini, lasciate fare al primo ragazzo che incontrate. Non c'è verso che possa finire male! Tanto, se avete comprato questo libro, è tardi per fare marcia indietro.


Autore: Lorenzo La Greca




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mercoledì 4 marzo 2015

50 stonature di grigio - Capitolo quattro

La collaborazione dei Lagreca Bros prosegue, potete Leggere Giorno per giorno le avventure reali di Anal Steel e Cristo Grey. Scritte, pensate e messe su carta da "Mio Fratello" Lorenzo La Greca, cooportatore sano del 100% del mio DNA a parte un sano Crossover.

50 stonature di grigio - Capitolo quattro

Succede tutto prima che possa reagire, mi ritrovo a terra e stordita. Per fortuna sono eccezionalmente allenata ad affrontare questa circostanza. Resto paralizzata mentre ascolto le voci sovrapporsi attorno a me.
"Quel ciclista andava contromano!" - "Ha quasi investito quella ragazza!" - "Ma è Anastasia? Ancora?" - "Una bicicletta? Per Bella avete mandato un furgone! Cazzo, la prossima volta mi rivolgo alla Yakuza!" - "Poteva farsi male, povero ciclista!"
Vedo Grey chiudere il cellulare e correre verso di me. Mi abbraccia, e sento che mi bacerà. È come in una favola: l'asfalto, lo smog, i clacson rabbiosi delle auto, le pisciate dei cani. Si china su di me, sento il suo sguardo duro, il suo fiato mentre mormora "Una bicicletta. Dilettanti.". Mi sento pronta! Invece...
"Anastasia, devi starmi lontano." scandisce piatto.
""COSA???!!!undici!!1? Perché sei troppo difficile da gestire per me?"
"Il motivo è che... eh... si. Perché no. Si, sono difficile. Un casino. Dove potremmo mai andare?"
"AFFANCULO!" grida l'autista di un bus.
Grey mi guarda con lo sguardo colmo di pena mentre tre ausiliari del traffico ci lanciano sul marciapiede. È finita.

A casa trovo Kate che, come me, dovrebbe prepararsi all'esame finale dell'università. E invece sta scrivendo un articolo su Mr. Grey. La vita reale prende sempre una pausa per occuparsi di tutto quello che orbita attorno alla mia vagina.
"Ana, hai pianto?" mi chiede senza nemmeno guardare.
"Come fai a saperlo?"
"Sono le undici. Allora, ti ha trombato?"
"Si, ma nel senso brutto! Kate, non gli piaccio!"
"Che sorpresa." mormora.
"Non sono alla sua altezza, ormai è chiaro."
" 'Ormai', che per i comuni mortali era tre giorni fa."
"Morirò vergine."
"Darwin ringrazia."
Dolce Kate. Se non ci fosse lei a consolarmi!

Esame finale. Esame finale! Poggio la penna, e abbraccio Kate per la gioia.
"Basta studiare! Abbiamo finito! Evviva!"
"Cazzo dici Ana. C'è l'orale, poi devi scrivere la tesi, argomentarla..."
"FI-NI-TO!"
"Ma che spreco fiato a fare, tanto la bocciano... - mormora Kate - Comunque tutti a bere fino a vomitare! L'ultimo che arriva è Anastasia!"

Mi sparo cinque shot in discoteca, nonostante prima di oggi la cosa più alcolica che abbia bevuto è il latte materno. "E ora birra!" urlo.
Tre maniaci rimettono in tasca il rohypnol, tutto risparmio.
Kate sfila la lingua dalla bocca del suo ragazzo per ammonirmi "Ana, stai fuori come un balcone. Evita di fare cazzate."
"Non ne faccio! Ora vado in bagno, telefono ubriaca a Grey e poi mi apparto con il mio filarino ciucco!"
"Fa'n po' come ti pare" conclude Kate, poggiando le mutandine sul tavolo.

Mentre aspetto per andare in bagno chiamo Mr. Grey. Lubrificato dall'alcool, Neurone mi dice che è un'ottima idea.
"Grey, non capisco un bacio e volevo un cazzo!"
"Deduco che sei Anastasia. Hai bisogno di aiuto?"
"Io sono sbronza e tu uno stronzo!"
"Sarò lì tra dieci minuti, tu non fare cazzat... sarò lì tra un minuto."
Cade la linea, me, e lo stomaco. Vado a prendere aria e José, con la tipica delicatezza del migliore amico di una ragazza scaricata e brilla, cerca di limonarmi nel parcheggio. Devo avere il karma del bacio sull'asfalto. Vomito con trasporto.
Dal nulla sbuca Mr. Grey, che in tre mosse mette in fuga José e mi tiene per i capelli mentre restituisco il cenone del ringraziamento. Evviva, romanticismo!
"Come hai fatto a trovarmi così presto?" gorgheggio.
"Ero nel palazzo di fronte con un NEMESIS cal. 50 BMG. Lascia stare. Ora ti bevi un bel bicchiere d'acqua e poi facciamo quattro salti in pista."
"Mamma mi ha detto di non fidarmi di un uomo che sa ballare."
"Non considero tua madre una fonte attendibile di saggezza, Anastasia."
Ballerò con Mr. Grey. E se tutto va bene e trovo una mattonella sgombra per inciampare, questa volta mi bacerà!

Autore: Lorenzo La Greca

martedì 3 marzo 2015

50 stonature di grigio - Capitolo tre



La collaborazione dei Lagreca Bros prosegue, potete Leggere Giorno per giorno le avventure reali di Anal Steel e Cristo Grey. Scritte, pensate e messe su carta da "Mio Fratello" Lorenzo La Greca, cooportatore sano del 100% del mio DNA a parte un sano Crossover.

50 stonature di grigio - Capitolo tre

Accipicchia, questo romanzo sta diventando molto più lungo della mia precedente opera ("Tonno in scatola, pomodori, shampoo per capelli secchi, Lantus"). Comincio a non sapere cosa scrivere! Kate è stata dolcissima come sempre e mi ha consigliato: "Chiama Grey, pulisci casa, lavami la macchina, organizzami uno stage fotografico sfruttando malamente il tuo migliore amico e vai a trovare la tua musa!". Poi ha preso la bicicletta che mi aveva parcheggiato tra le natiche ed andata al parco a frustare i bambini.
Cara Kate, se non ci fossi tu, mi sentirei abusata da tutti questi amici maschi che mi invitano a bere qualcosa e a conoscere i loro interessi. Chissà perché, poi. Ho già i miei, di interessi.


La mia musa ispiratrice era a casa, a rilassarsi con i polsi tagliati in un bagno caldo. Quando le ho chiesto aiuto ha pianto una mezz'oretta e poi è uscita dalla vasca.
"Eleviamo il livello letterario, ti prego! Metti una metafora!" ha esordito.
E io "Si, certo! Ovvio! Lo dicevo. Cosa è una metafora?"
"Lascia stare - singhiozza - e scrivi. Mister Grey fa colazione con un caffè con una goccia di latte, e mangia un muffin a piccoli pezzi. Capisci?"
"SI! No. Ma diciamo si."
"Caffé nero come il suo carattere, ma con una goccia di latte come il cuore dolce e innocente che nasconde! E mangia il muffin a piccoli pezzi perché ha bisogno di controllare i piaceri che si concede! Ma cosa c'è di sbagliato in te, stupida troia!? COSA!?"
"Dai, calma, ho capito. Caffè e latte coi muffin. Scritto. Non sono stupida. E io cosa prendo?"
Per due minuti mi guarda inespressiva. "Thé. Blando. Senza zucchero. - scandisce piatta - Capita la metafora?"
"Ovvio! È la metafora che mi piace l'Inghilterra!"
Raggiante esco, lasciandola a insaponare una corda. Sono pronta per l'incontro con Mr. Grey!

L'incontro è andato male. Grey è venuto a fare le foto con i capelli bagnati. "Spero in una polmonite", mi ha spiegato.
Poi ho organizzato la metafora della colazione sperando che ci provasse con me. Invece nulla, lui è gentile ma si capisce che non gli interesso. Ad esempio mi ha offerto il caffé, ma solo perché sembro sempre addormentata. E mi tiene la mano quando attraverso la strada, ma solo per quel mio difetto neurologico per cui inciampo nelle superfici piane. E mi ha messo il cazzo in bocca, ma solo per controllare se ho le tonsille gonfie. Sono proprio anonima e piena di difetti!
Ci proverò la prossima volta, ora devo andare a comprare un materasso nuovo. Quello vecchio ha una perdita, mi sveglio sempre con le mutande bagnate. E non è nemmeno un materasso ad acqua.

Autore: Lorenzo La Greca

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venerdì 27 febbraio 2015

Cinquanta stonature di grigio - Capitolo due.

La collaborazione dei Lagreca Bros prosegue, potete Leggere Giorno per giorno le avventure reali di Anal Steel e Cristo Grey. Scritte, pensate e messe su carta da "Mio Fratello" Lorenzo La Greca, cooportatore sano del 100% del mio DNA a parte un sano Crossover.

Cinquanta stonature di grigio - Capitolo Dueo


Il primo capitolo è stato un successone, tipo un casino di "like". Però mi hanno detto che un libro con solo due persone che trombano è un porno, mentre io penso che sia più un capolavoro tipo "I ponti di Madison Country"! Solo con più sesso e il bondage. E le frustate. E gli abusi emotivi passivo-aggressivo. E altro sesso. E... cazzo, è un porno.

Allora rimedio con una carrettata di personaggi nuovi e importanti! Allora c'è mio padre con il nome da supereroe e nemmeno una linea di dialogo, mamma hippy con la telepatia, Kate che è la più intelligente e acuta tra le miei amiche e fa solo domande sceme e scontate, e poi Jacob, ops, José (quanto sono furba!) a cui assegno un interesse artistico che poi mi servirà dieci pagine dopo. Qui si fa economia.
Ma ora basta parlare di carta da parati, che siamo all'incontro inaspettato!

"Salve, sono il protagonista. In un libro serio sarei rimasto assente per almeno un capitolo, invece eccomi qui cospicuo come Bruce Wayne che compra un cheeseburger nell'unico fast-food di Gotham in cui raffinano droga. Vorrei comprare un set da sequestratore e un alibi."
"Stuporone! Mr. Grey! Che colpo di fortuna proprio per me che sono una persona ordinaria, indosso jeans, ho i capelli ribelli, amici anonimi, un lavoro da schifo, mi mordo le labbra e DIO MAMMA TU NON MI CAPISCI!"
"Altri cliché? Vuoi che mi tolgo i pantaloni?"
"Non in questo capitolo, e non trattarmi male. Ecco, ora ho pianto e mi sono bagnata anche sopra! Però tu continua."
"Uhm... ti intesto la ditta?"
"Non in questo libro, no."
"Voglio avere un rapporto maturo e sessualmente appagante per entrambi?"
"DECISAMENTE non in questo libro."
"Voglio andare a Venezia per essere ucciso da un gruppo di anoressici pallidi?"
"Senti, se non vuoi fare il serio chiudiamo il capitolo."
"Grazie a Dio, si."
Autore: Lorenzo La Greca

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mercoledì 25 febbraio 2015

Cinquanta stonature di grigio - Capitolo uno.

La collaborazione dei Lagreca Bros prosegue, potete Leggere Giorno per giorno le avventure reali di Anal Steel e Cristo Grey. Scritte, pensate e messe su carta da "Mio Fratello" Lorenzo La Greca, cooportatore sano del 100% del mio DNA a parte un sano Crossover.

Cinquanta stonature di grigio - Capitolo uno.

Sono Anastasia, Ana per gli amici, Anal per i lettori. 

In due paginette stile diario scolastico elenco i miei perfetti difetti: perfettamente goffa, perfettamente bella ma non bella, amici che abusano della mia infinita e perfetta gentilezza.
Se canto evoco dei fringuelli che mi sciacquano i bicchieri, ma lo riservo per le feste.
Dato che sono perfettamente gentile e perfettamente abusata farò un viaggio di duecento chilometri per intervistare un tizio di cui non so nulla nonostante dovrebbe stare sulla prima pagina del Times a settimane alterne. Come dite? Bill Gates? Mai sentito. Zuckerberg... è quello che ha affondato il Titanic? Scusate, ma io sono perfettamente tontolona.


Stuporone! Il tizio è giovanissimo e bellissimo. Cadrei metaforicamente ai suoi piedi, ma per andare incontro alle capacità mentali del lettore, salterò la metafora.

"Uff! Sono caduta ai suoi piedi!"
"Già le due? E perché sei vestita?"
"Sono qui per le domande, sprecando il mio e il suo tempo perché evidentemente un magnate delle telecomunicazioni non conosce la parola 'teleconferenza'. Uhm... sono solo cinque. All'anima dell'intervista."
"Dove possibile, risponda 'Sono ricco e maniaco del controllo'. È tutto il mio personaggio."
"Questo lascia una sola domanda. È omosessuale?"
"Non c'è verso che sia veramente una domanda dell'intervista."
"Succhia i cazzi?"
"No signore!"
"Ci soffia dentro per gonfiarli?"
"No signore!"
"BALLE! Comunque devo andare, è finito il capitolo e ormai i personaggi sono introdotti. A meno di un colpo di scena..."
"La accompagno alla porta."
"COLPO DI SCENA!"
"Qui a Seattle la chiamiamo educazione. E ora si tolga dal cazzo fino al prossimo capitolo."

Autore: Lorenzo La Greca